La cura radicale

Riunito il 12 e 13 giugno scorsi, per dibattere circa i contenuti da inserire nel Dat (dichiarazioni anticipata di trattamento di fine vita), si è concluso, per la prima volta, con una spaccatura interna all’ordine circa i contenuti da inserire nel codice deontologico.

Mimmo Delle Foglie, ex vicedirettore di Avvenire, oggi portavoce di Scienza&Vita, conferma la non casualità dei fatti, certo che «l’invasione di campo viene dal cambio di strategia dei radicali: prima  del lutto causato dal fallimento del referendum non capivano di usare uno strumento inadatto a imporre una prassi culturale e sociale».

Il motivo di una tale scelta viene ancora dalle dichiarazioni di Brucoli, convinto che «la medicina oggi è il fronte più semplice da cui entrare per far passare il principio di autodeterminazione, usando la metafora medico-paziente al centro dei dibattiti.

Se questa relazione di fiducia viene trasformato in un contratto freddo e sterile di indipendenza reciproca, sarà in grado di fare giurisprudenza e di essere trasposto in altri campi, ad esempio a quello che riguarda il rapporto fra coniugi per mezzo dei cosiddetti contratti prematrimoniali.

Fonte: www.radicali.it

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